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confessioni e pensieri di una mente pericolosa

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mercoledì, 30 agosto 2006

Giornata stellare oggi, speriamo lo sia anche la serata...

Domani vi racconto!


postato da: AlessandraPress alle ore 18:50 | link | commenti (1)
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martedì, 29 agosto 2006

Il dottor B e le donne

 

Pomeriggio in biblioteca  a studiare, col “solito noto” di fronte.

Seguo con lo sguardo una ragazza che passa, poi, tornando al mio libro, incrocio gli occhi di lui che mi fissano divertiti.

“So cossa che ti si drio pensare” mi dice “ma no a xe incinta”.  (traduzione: so cosa stai pensando, ma non è incinta)

Beccata! Ma come avrà fatto? Vuol dire che quella ragazza ha davvero una pancia sospetta. In ogni caso devo salvare il mio onore, non posso dargli soddisfazione. Io che faccio certi pensieri?? Non sia mai.

“No, no, è che mi sembrava una che conosco.”  Classica balla, ma semplice e sempre valida. “Non ho nemmeno notato la pancia”  Bugiarda.

“Tutti i pensa che a sie incinta co ia vede, perché a gà chea pansa particoeare. Però no a xe incinta. Garantisso mi! Go parlà col so moroso. A xe ea fatta cussì.”  (trad: tutti pensano che sia incinta quando la vedono, perché ha quella pancia particolare. Però non è incinta. Garantisco io. Ho parlato con suo moroso. E’ lei fatta così)

Poi si fa serio.

“Te spiego mi cossa che a gà. Xe el stress. I ormoni del stress i va in giro pal corpo e voialtre femane sé deicae, soprattutto sua pansa. A tosa là a sarà stressada e a se gà sgionfà perché a gà l’intestin che non funsiona ben, bloccà. Bisognerie che a toesse Activia”  (trad: Ti spiego io che cos’ha. E’ lo stress. Gli ormoni dello stress vanno in giro per il corpo e voi donne siete delicate, specialmente a livello di pancia. La ragazza lì sarà stressata ed è gonfia perché ha l’intestino che non funziona bene, bloccato. Bisognerebbe che prendesse Activia)

E si mette a cantare “Activia, Activia”, come nella pubblicità.

 

Grande Bosca, amico delle donne!

 

In queste condizioni riuscirò a passare il prossimo esame??????????


postato da: AlessandraPress alle ore 20:09 | link | commenti (7)
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lunedì, 28 agosto 2006

Nessuno è solo finchè di notte
anche lontano ha chi non dorme
per pensare a lui...e penserai a lei ancora
rimani e pensa a questa notte
a quelle cose dette e fatte
a tutto il tempo ancora
senza rimpianti
che avrai insieme a lei davanti


postato da: AlessandraPress alle ore 22:35 | link | commenti (3)
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domenica, 27 agosto 2006

Incontro d’estate

Truman Capote

 

Lo scenario è una torrida estate a New York: torrida perché calda e afosa e torrida perché vi si scatena la passione di Grady e Clyde. Lei è una diciassettenne vivace, capricciosa e testarda dell’alta borghesia di Manhattan, lui, figlio di una famiglia ebrea di Brooklyn, giovane veterano di guerra, lavora come custode in un parcheggio.

Quando i genitori di lei partono per l’Europa e la lasciano sola in città, Grady si sente finalmente libera e accoglie nel suo lussuoso appartamento sulla Fifth Avenue il bel ragazzo che ama. Niente più la obbliga a tenere segreta la relazione con Clyde. Anche lui l’ama, ma è legato al suo semplice mondo povero, alla sua fidanzata, alla madre, al ricordo della bizzarra sorellina morta pochi mesi prima. Tuttavia, mano a mano che l’estate avanza, quella che all’inizio era solo un’attrazione fragile e ambigua diventa un amore sempre più profondo, una passione che imporrà scelte decisive per la vita di entrambi.

Incontro d’estate è il primo capolavoro di Truman Capote, che riesce a calarsi profondamente nell’attrazione di questa ragazza bene per il bel proletario e a trasmettere il senso di sconcerto e l’impetuosità del loro amore. E Grady, la folle, appassionata ribelle, coi capelli rossi, la magrezza eccessiva, il viso senza trucco, vestita di bianco e di nero, richiama, in modo più drammatico e meno mondano, l’adorabile e deliziosa Holly Golightly di Colazione da Tiffany.

Capote cominciò a scrivere Incontro d’estate a soli 19 anni, a mano su quaderni di scuola, e continuò a lavorarci per oltre un decennio, ma senza volerlo mai pubblicare e dichiarando perfino di averlo distrutto. Dopo la sua morte nel 1984, il manoscritto fu cercato invano da studiosi e biografi: riemerse solo nel 2004, tra le carte abbandonate dallo scrittore nella sua vecchia casa di Brooklyn.

 

 

"La mattina in cui aveva visto per la prima volta Grady al parcheggio, e anche dopo, quando aveva cominciato a tornarci più spesso e lui aveva capito che c’era qualcosa nell’aria, lei gli aveva ricordato quelle ragazze come si ricorda qualcuno conosciuto in treno; e lui aveva pensato, che diavolo, bisogna prendere ciò che viene, e le aveva chiesto un appuntamento. Dopo non l’aveva più capita perché in un certo senso lei l’aveva sorpassato, sparando oltre il bersaglio delle sue aspettative: è solo una ragazzina un po’ matta, si era detto, pur consapevole di quanto quell’etichetta fosse inadeguata per Grady; paralizzato dalla profondità dei sentimenti di lei e dalla superficialità dei propri, non sapeva trovarne un’altra. Solo tirandosi indietro era riuscito a mantenere la posizione: più lei diventava importante, meno lui voleva lasciarglielo intuire. Perché, per l’amor di Dio, cosa avrebbe fatto quando lei l’avesse lasciato? Prima o poi sarebbe successo, questo è certo. Se avesse potuto crederci fino in fondo, allora, forse, avrebbe potuto donarle tutto sé stesso come voleva lei: ma il suo futuro erano la metropolitana e Rebecca a tempo pieno, e siccome lo sapeva, non poteva permettersi di prendere troppo sul serio una come Grady Mc Neil. Però era dura. Lo era sempre di più."

 

 

 


postato da: AlessandraPress alle ore 18:27 | link | commenti (5)
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sabato, 26 agosto 2006

È inevitabile oramai
come uno sbaglio di corsia
questo groviglio fra di noi
questa tua bocca sulla mia
e le tue mani su di me
sulle mie mani su di te
molto probabile che sia
inevitabile follia.
Fammi entrare nel tuo labirinto
voglio perdermi dentro di te
siamo due calamite viventi
tutto il resto del mondo non c’è.
E questo amore ci darà
un’incredibile energia
un varco dove la realtà
sconfina nella fantasia.
E quante notti dormirei
sulla tua dolce prateria
perché ti voglio e tu mi vuoi
inevitabile follia.
Esisto solo io
esisti solo tu
e questo nostro amore
il resto non c’è più.
So che resteremo chiusi qua
perché l’amore è prigionia
ma inevitabile verrà
anche la voglia di andar via.
Quando a letto saremo distanti
come amanti di mille anni fa
raccogliendo rimorsi e indumenti
e frammenti di felicità.
Ma invece dell’eternità
di questa splendida follia
l’amore si consumerà
in una lenta eutanasia.
Esisto solo io
esisti solo tu
ma quanto soffriremo
per non amarci più.
Ma è inevitabile oramai
questo groviglio fra di noi
questa tua bocca sulla mia...
è inevitabile follia


postato da: AlessandraPress alle ore 11:22 | link | commenti (2)
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venerdì, 25 agosto 2006

Sto sfogliando una delle mie riviste preferite, quando mi imbatto nella nuova campagna pubblicitaria (fall/winter 2006) di Stefanel. Ben 5 pagine di foto in bianco e nero, protagonista la super modella Gisele Bundchen.

Nella prima immagine la top è in piedi, immortalata lateralmente, ed indossa un anonimo maglione a coste ed un paio di culotte. Il secondo scatto la vede semi distesa a pancia in giù e appoggiata sui gomiti, con addosso un maglioncino a rombi e le già citate culotte. Nelle ultime pagine, invece, appare vestita di un maglione a trecce, sapientemente sbottonato a lasciar intravedere le gambe e una spalla, ancora semi distesa, ma questa volta a pancia in su, e appoggiata sui gomiti, mentre un bel (?) fusto a petto nudo cerca di braccarla portandosi sopra di lei.

Belle foto, nulla da dire…. Ma quanto sono efficaci in termini di vendite? Si sa, infatti, che lo scopo della pubblicità, il motivo che porta aziende e marchi ad investire migliaia e migliaia di Euro, è spingere le persone all’acquisto dei propri prodotti, tramite foto, musiche, immagini, in grado di catturare l’animo degli spettatori. Solitamente le campagne pubblicitarie si concentrano sul prodotto, evidenziandone originalità, design, qualità, o, in caso di marchi che non hanno bisogno di presentazioni, data la loro notorietà, la partita si gioca spesso nel campo dell’emotività dei destinatari, che viene sollecitata attraverso campagne atte a trasmettere, proporre e suscitare sentimenti, valori, stili di vita. Si cerca, dunque, di associare al prodotto un’emozione positiva, così che l’acquirente, entrandone in possesso, possa sentirsi parte di qualcosa di più o semplicemente migliore.

Ma torniamo alla pubblicità di Stefanel. Cosa vuole trasmettere?

Che i maglioni Stefanel sono belli, unici nei loro modelli e colori e hanno una stupenda vestibilità? Non sembrerebbe, dato che le immagini sono in bianco e nero e le inquadrature danno molto più risalto al viso e al corpo della Bundchen che non al capo d’abbigliamento, che pare piuttosto essere lì giusto perché la modella mica può essere nuda.

Che la Bundchen è bella? Grazie, già si sapeva.

Che la Bundchen scegli e veste (o sveste?) Stefanel? Certo, nelle due ore del servizio fotografico che è pagata per fare. Col debito cachet, indosserebbe pure gli slip di Roberta…

Che…?

Che…?

Mi viene in mente niente, dato che forse è proprio niente che questa campagna esprime.

E’ uno spreco utilizzare la Bundchen in questa maniera!

Il suo volto ed il suo corpo da soli non dicono ormai più nulla, dato che l’abbiamo vista e rivista in tutti i modi possibili: giocare con gli occhiali Vogue, sfilare per tutte le griffe, a passeggio con le borse Vuitton, sexy per Victoria’s Secret…

Volendo comunque Gisele come testimonial per Stefanel, si sarebbe dovuta sfruttare la sua bellezza per dare risalto alla vestibilità e alla linea dei capi, ergo con foto a colori e pose più semplici. Altra furbata, pagare la top per vestire Stefane nel tempo libero, così attraverso paparazzate e giornali scandalistici, greggi di pecorelle smarrite avrebbero rimpolpato le vendite dell’azienda per emulazione.

 

Opinioni personali a parte, se qualcuno è corso in un negozio Stefanel o ha riscontrato in sé un qualche tipo di palpitazione dopo aver visto la campagna pubblicitaria è pregato vivamente di scrivermi ed illuminarmi.

E chissà che anch’io un giorno non mi ritrovi a vestire Stefanel….


postato da: AlessandraPress alle ore 17:02 | link | commenti (1)
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domenica, 13 agosto 2006

Io sto pensando che
non ritornano
sto pensando che
che se poi ci riprovo
lo so che non è più lo stesso

Me lo chiedo da un po'
quei momenti con te
se ritornano
le parole con te
se ne vale la pena oppure vorrei più fortuna

E per ogni giorno
mi prendo un ricordo
che tengo nascosto
lontano dal tempo
insieme agli sguardi veloci
momenti che tengo per me

E se ti fermassi soltanto un momento
potresti capire davvero che e questo
che cerco di dirti
da circa una vita lo tengo per me
SEI PARTE DI ME
e lo porto con me
lo nascondo per me

In macchina non tornano
chilometri che scorrono
discorsi che ti cambiano
e immagini che passano
e restano qua

Se ho bisogno lo so
di sentire che
dentro c'è
voglia di ridere
qualche cosa in cui credere

E per ogni giorno
mi prendo un ricordo
che tengo nascosto
lontano dal tempo
insieme agli sguardi veloci
momenti che tengo per me

E se ti fermassi soltanto un momento
potresti capire davvero che è questo
che cerco di dirti
da circa una vita lo tengo per me
SEI PARTE DI ME
SEI PARTE DI ME

E se ti fermassi soltanto un momento
potresti capire davvero che è questo
che cerco di dirti
da circa una vita lo tengo per me
SEI PARTE DI ME
SEI PARTE DI ME
lo tengo per me...

  Chiuso per ferie

dal 14 agosto al.......?


postato da: AlessandraPress alle ore 21:17 | link | commenti (3)
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sabato, 12 agosto 2006

Ho sognato questa notte.

 

Anch’io.

 

Che cosa hai sognato?

 

Che i sognatori spesso mentono giacendo…

 

….nel loro letto, mentre sognano cose vere.

 

Vedo che da te è giunta la regina Mab.

La levatrice delle fate, che se ne viene,

in forma non più grande di un’agata sull’indice di un assessore,

condotta da un tiro di esseri minuti,

sopra i nasi degli uomini che dormono:

i raggi delle ruote del suo cocchio sono fatti

di lunghe gambe di ragni; di ali di cavallette,

il mantice; le tirelle, del più piccolo filo di ragno;

i collari, dei raggi roridi del chiaro di luna;

d’osso di grillo è la bacchetta della frusta;

lo sferzino, d’un filo invisibile,

il cocchiere, un moscerino minuscolo in grigia livrea,

grosso neppure la metà di un piccolo insetto

che il dito indolente di una fanciulla punge con uno spillo;

il suo cocchio è un guscio vuoto di nocciola,

fatto dallo scoiattolo ebanista o da nonno tarlo,

da tempo immemorabile carradori delle fate.

In tale splendido apparato, di notte in notte galoppa

Via per cervelli di amanti, che subito sognano d’amore;

sulle ginocchia di cortigiani,

che presto sognano riverenze;

sopra dita di legulei, che sognano di parcelle;

su labbra di donne, che allora sognano di baci;

e quelle labbra spesso l’adirata Mab le infesta

di pustole, perché i loro aliti sono guasti

dai confetti. Galoppa a volte sopra il naso

di un cortigiano, e allora lui sogna una carica,

a volte con la coda di un porcello

pagato qualche decima, viene a vellicare il naso

di un curato mentre dorme, e allora lui sogna

un’altra prebenda; a volte drizza le ruote

sul collo di un soldato, e lui sogna di tagliare

gole nemiche, di brecce, imboscate, lame di Toledo,

di brindisi fondi come il mare; e allora lei gli suona

all’orecchio il tamburo, al che lui balza e si sveglia;

e, così atterrito, sacramenta una o due preghiere;

e di nuovo dorme. Questa è quella stessa Mab

che intreccia a notte la criniera dei cavalli

e aggroviglia nodi d’elfi in sporche

sudicie chiome che, se mai sgrovigliati, predicono

brutta sorte; questa è la strega che, quando le fanciulle

giacciono supine, preme su di loro

e per la prima volta le educa  a portare ogni peso,

facendole donne di buon portamento;

questa è colei….

 

Basta, Mercuzio, basta!

Tu parli di niente.

 

E’ vero, parlo di sogni,

che sono figli di un pigro cervello,

non altro nati che da vana fantasia,

fatta di sostanza sottile come l’aria

e più volubile del vento, che corteggia

il grembo gelido del nord

ma, se si adira, via di là soffia

volgendo il volto al rugiadoso sud.

 

 

Certe notti, tra sogno e realtà


postato da: AlessandraPress alle ore 13:45 | link | commenti (1)
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giovedì, 10 agosto 2006

Luna piena e stelle cadenti.

Queste notti parlano, anche se tutto sembra immobile e tranquillo. Anche se la maggior parte della gente dorme, scomposta, sotto impermeabili lenzuola di noia e indifferenza. Queste notti parlano e raccontano di speranze, paure, fragilità, desideri appena sussurrati, incertezze, mani che si intrecciano, carezze, brividi, penombre, pensieri e parole, qualche lacrima, baci rubati, sotterfugi, insoddisfazioni, malinconie…

Un mondo segreto prende vita pian piano.

E’ come se tutto diventasse più leggero e salisse a galla, vivo e tangibile, per poi inabissarsi e scomparire nuovamente alle prime luci dell’alba.

Le percezioni si fanno più acute, situazioni e pensieri si accendono d’emozione e ogni cosa sembra reale e possibile, l’aria profuma d’attesa e trepidazione.

E’ un brulichio allegro, una danza confusa che accarezza uno stato d’ oblio dove tutto si confonde e si offusca, lasciando solo il ricordo stinto di odori ormai lontani.

 

 

E questa notte tutti a cogliere stelle. Buona caccia…    


postato da: AlessandraPress alle ore 16:00 | link | commenti (1)
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mercoledì, 09 agosto 2006

Strano, ma vero!

 

Non capisco come possano accadere cose di questo genere.

Non capisco come qualcuno mi possa dire : “Secondo me questa notte ti arriverà un messaggio. Ti scriverà per augurarti la buonanotte”.  Ed io : “Ma no, non credo proprio. Non l’ha mai fatto..”   E di nuovo: “Io dico di si. Me lo sento..”

Ed ecco che a mezzanotte e ventun minuti il telefono vibra per un nuovo messaggio. Tutto come da copione.

Incredibile!

 

Non capisco se sei il figlio segreto di David Copperfield e della Zingara di Luna Park (la luna nera…), se hai un sedere come una portaerei (ed in tal caso ti faccio i miei complimenti perché lo nascondi proprio bene) o se sei davvero la 56esima reincarnazione del Buddha (ed in tal caso mi inchinerò al tuo passaggio, cospargerò di fiori il tuo cammino e ti massaggerò i piedi con oli e balsami profumati).

Non capisco proprio, ma ti ringrazio per avermi sorpreso ancora una volta.

 

 

P.S. Fammi sapere se sei sul serio la reincarnazione del Buddha, così vado a fare scorta d’olio profumato alla sagra di Signoressa. Penso che nessuno dei tuoi antenati abbia mai provato l'esatsi di un massaggio all'aroma di salsiccia…     

Sorridi! Cheeeseeeee!


postato da: AlessandraPress alle ore 16:18 | link | commenti (1)
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