giovedì, 22 febbraio 2007

SHINE!!


Stop being so hard on yourself
It’s not good for your health
I know that you can change
So clear your head and come round
You only have to open your eyes
You might just get a big surprise
And it may feel good and you might want to smile, smile, smile.

Don’t you let your demons pull you down
‘Cause you can have it all, you can have it all.

So come on, so come on, get it on
Don’t know what you’re waiting for
Your time is coming don’t be late, hey hey
So come on
See the light on your face
Let it shine
Just let it shine
Let it shine.

Una splendida giornata...

Traduco il messaggio.....

smettila di essere così dura con te stessa
non è buono per la tua salute
so che puoi cambiare
quindi purifica la tua mente e vieni qui
devi solo aprire i tuoi occhi
puoi ricevere una grande sorpresa
e potrebbe sembrare bello
e a te potrebbe venir voglia
di sorridere, sorridere, sorridere

non permettere ai tuoi demoni di farti cadere
perchè puoi avere tutto, puoi avere tutto

quindi avanti, avanti, và avanti
non so cosa stai aspettando
il tuo momento è arrivato
non essere in ritardo, hey hey
così avanti, vedo la luce sul tuo viso
fallo splendere, fallo splendere, fallo splendere


postato da: AlessandraPress alle ore 17:32 | link | commenti (6)
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mercoledì, 21 febbraio 2007

QUELLO CHE NON TI HO DETTO.......

Scusami
Se io non sto facendo altro che confonderti
Ma vorrei far di tutto per non perderti
Voglio viverti

Parlami
Ma ti prego di qualcosa oppure stringimi
Ho paura del silenzio e dei tuoi brividi
E dei miei limiti

Scusami,
Se ho preferito scriverlo,
che dirtelo,
ma non è facile dirti che
sei diventata il senso
di ogni mio giorno,
momento...


postato da: AlessandraPress alle ore 21:07 | link | commenti (7)
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venerdì, 16 febbraio 2007

GLI ULTIMI FUOCHI  (D’ARTIFICIO..) 

 

Dimissioni rassegnate con entusiasmo ad inizio settimana. Oggi ultimo giorno di lavoro al centro benessere. E non poteva che essere storico… Da lasciare il segno..

Per prima cosa ho fatto piangere un uomo.

Bè, di uomini in verità ne ho fatti piangere un bel po’ (….), ma mai in questo modo.

“Pronto?”  uomo tra i 60 ed i 70.

“Si, buonasera. Chiamo dal centro XXXXX, potrei parlare gentilmente con la signora XXXXX?”

“No…”

Silenzio.

“Non trovo la signora…? Scusi…?”

“No…”

Singhiozzi.

“La signora è morta”

Lacrime.

Mi sento una stronza. Mi vergogno di me stessa. Provo imbarazzo.

Ma guarda che ho combinato…. Mannaggia! Faccio proprio bene a cambiare lavoro. 

Devo cercare di rimediare.

“Mi dispiace… Scusi… Non lo sapevo… Sono mortificata… Pronto??”

Dall’altra parte solo singhiozzi.

“La prego, non faccia così… Mi dispiace tanto..”

Si riprende un po’.

“Non ti preoccupare stella…”

E attacca.

 

Altra telefonata.

“Ponto?” bambino piccolo, su per giù 3 anni.

“Ciao. Mi passi la mamma per favore?”

“Si….”

Pausa.

“Ma chi sei? Sei la zia Adelina?”

“No, non sono la zia”

“Sei la zia Adelina?”

“No. Posso parlare con la mamma?”

“Si…”

Corre a chiamarla: “Mamma, mamma, c’è la zia Adelina al telefono..”

Se qualcuno ha bisogno di una zia…

 

Altra telefonata.

“Pronto?” donna anziana.

“Si, buonasera. Parlo con la signora XXXXX?”

“Si, sono io”

“Signora, la chiamo per offrirle un invito in un centro benessere… Può interessare?

“No, stella… Sono vecchia io… Sai quanti anni ho?”

“No, signora”

“Ho 83 anni! E tu tesoro quanti ne hai?”

“Io 25 ormai”

“Sei sposata?”

“No, signora. Sto ancora studiando, sono giovane”

“Io alla tua età ero già mamma. Come ti chiami bella?”

“Alessandra”

Attacco il vivavoce per far sentire la telefonata alla mia collega. Dall’altra parte percepiscono il rumore e così arriva anche la capocentro e si mette ad ascoltare pure lei.

“Io mi chiamo Benedetta”

“Bel nome signora…”

“Ma non chiamarmi signora, chiamami zia oppure Benedetta”

“Va bene, signora”

“Ma cazzo! Ti ho appena detto di chiamarmi zia… Nonna no! Ma zia o Benedetta”

“Ok”

“Sai, io sono sola… Ho perso il marito 23 anni fa e ora in 4 mesi mi sono morti 3 fratelli”

“Mi dispiace, sign… Ehm… zia”

“Ecco, brava, cussì va ben! …orco Dio! Sei sposata?”

“No, gliel’ho detto che sono ancora giovane”

“Posso mandarti un bacio? Smack, smack! Ma tu la conosci la Pinetta?”

“Chi?”

“La Pinetta.. quella che sta qua dietro..”

“No, zia..”

“E Carletto?”

“Nemmeno. Io non abito lì nel suo paese”

“Tu hai nonni?”

“Ho una nonna”

“Si chiama Benedetta?”

“No, Francesca”

“Benedetta era più bello. E’ più bello. Io mi chiamo Benedetta. Sai, oggi ho mangiato due- tre bisi e un poca di minestra”

Rutta.

“Ehm…Brava zia”

Suonano al campanello della signora

“E adesso chi è? Cazzo! Sempre che rompono..  Tesoro, devo andare ad aprire la porta”

“Ok”

“Grazie che mi hai chiamato sai. Io sono la tua zia. Vieni a trovarmi quando vuoi. Io mi chiamo Benedetta. Salutami anche la tua mamma, dille dalla zia Benedetta.”

“Va bene, grazie. Arrivederci”

“No, speta! Ti mando un bacio.. anzi cento! Smack, smack, smack, smack… Ecco! Adesso puoi andare.”

Suonano di nuovo al campanello.

“Eh, basta rompar i cojoni!!! Adesso arrivo.. Ciao, tesoro, ciao. La zia Benedetta ti vuole bene.”

Sono la nipote acquisita di un essere nato dalla fusione di una nonnina con un camionista.

Checculo!

 


postato da: AlessandraPress alle ore 21:18 | link | commenti (4)
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mercoledì, 14 febbraio 2007

scusa ma ti chiamo amore

Che strano. Nella vita ci abituiamo troppo spesso che tutto debba andare per forza in un certo modo, in quel senso prestabilito, che una storia non possa che essere quella e con quella persona. Ma a volte ci possiamo sbagliare. E allora restiamo sorpresi, non troviamo le parole. E sorridiamo. È vero. Non c’è niente di più bello di quell’errore che si chiama amore.


postato da: AlessandraPress alle ore 15:19 | link | commenti (1)
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venerdì, 09 febbraio 2007

Questa notte si torna tutti bambini….

 

 

latte_2

 

PAROLE DI LATTE

Una goccia di latte,

caduta nella notte,

piano si spande

in bianche onde lente.

Mare di latte

con onde di memoria

che della vita

raccontano la storia.

 

Vita che succhia latte appena nata

con parole di latte va narrata.

Son parole di seno e di calore

succhiate insieme al battito di un cuore.

 

Son memorie che crescono col latte

tra biberon bevuti nella notte

e lascian sulle labbra lievi tracce,

virgole e baffi sulle dolci facce.

 

Son ricordi che riempiono le tazze

con tanto miele per calmar la tosse,

e sorprese di cambio di colore

sciogliendo cioccolato col calore.

 

Memorie di merende con le onde

mosse dal cucchiaio mescolando,

scie bianche di vascelli di biscotto

che piano dentro al latte sta affondando.

 

Son parole di fiabe raccontate,

bevute insieme al latte nella sera,

prima di andare a letto a sognar fate

alate come api in primavera.

 

Son di panna montata freschi fiocchi,

rapiti in bocca, mangiati con gli occhi,

ricordi scivolati tra le dita

di torta decorata e ben farcita.

 

Sono fuse memorie di mozzarella

che l’anima in latte scioglie in padella,

e tracce molli molli di stracchino

spalmato col coltello sul panino.

 

Conservati in bottiglia o chiusi nei cartoni,

son ricordi stipati su mensole e banconi.

bianche provviste in liste della spesa

smarrite tra la frutta nella borsa che pesa.

 

Son memorie di mucca in mezzo al prato

che rumina nell’aria un caldo fiato,

mucca che placida nel prato mangia

e l’erba si fa latte nella pancia.

 

Latte che lento versa goccia a goccia

In versi sciolti la sua lunga storia,

liquidi e bianchi sogni nella notte,

raccontati da onde di memoria.


postato da: AlessandraPress alle ore 21:45 | link | commenti (8)
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martedì, 06 febbraio 2007

Tante cose stanno cambiando in questo periodo. In parte sono io che sto spingendo sull’acceleratore perché sia così, in parte, invece, mi ci trovo in mezzo mio malgrado.

Cambia il lavoro.  Finalmente. Finalmente si avvera il mio desiderio di andarmene dal centro benessere. Tempo qualche settimana e mi trasferirò nella palestra che già frequento ad occuparmi della segreteria. Non vedo l’ora. E’ successo tutto per caso giovedì sera, una mezza parola, poi una telefonata… 

Domenica quattro chiacchiere davanti ad un caffè ed il posto è stato mio. Davvero.

Ancora stento a crederci, quasi. E la cosa mi illumina, mi scuote, mi fa fare le bollicine.

Felicità. Entusiasmo.

Poi, però, qualcosa vi si insinua. E’ veleno. E’ amaro.

Ho perso un’amica, ho chiuso un’amicizia.

Capita nella vita, niente di strano. Si sa che le persone vanno e vengono, le cose cambiano, gli amori finiscono.

Però non in questo modo.

Nessuna lite, nessuno scontro. Solo silenzio. Una serata assieme, una cena tra amici, un regalo inaspettato a Natale e poi.. Il telefono che squilla e squilla e squilla. Appuntamenti mancati. Un posto che rimane vuoto.

Qualcuno mormora che lei in realtà prova disagio, teme il confronto, si sente sconfitta in una lotta che combatte da sola attraverso gli occhi. Si sente seconda. E per questo avrebbe deciso di sparire senza una spiegazione, senza sincerità, solo negandosi.

E tutti dicono: “Ale, sei la solita fessa.. Sei troppo buona, sempre pronta a ripigliarla indietro quando lei ha bisogno.. Sempre pronta  a crederci ancora..”

Ma questa volta Ale non ci crede più e ha deciso di dire basta. Basta! Non rincorrerà più persone che non hanno nessuna intenzione di farsi prendere, non darà più infinite possibilità di rimettere a posto le cose, non starà sempre lì a preoccuparsi per gli altri, a cercare di capire e giustificare. Ale da oggi sarà un po’ meno buona e un po’ più indifferente.

Anche se sarà come indossare una maschera. Anche se dentro probabilmente ne soffrirà un po’.

 

A volte mi sembra di stare in un grande albergo.

Le persone entrano ed escono, arrivano e partono, alcune per sempre, altre, invece, torneranno, forse non subito, non domani, non tra un mese, ma torneranno; qualcuno si fa annunciare, qualcun altro prenota, qualcuno è solo di passaggio, qualcuno arriva di sorpresa, qualcuno pretende di trovare posto e urla e sbraita, altri se ne vanno senza pagare il conto, se la filano di nascosto, altri, invece, prenotano e promettono di esserci ma poi non si presentano, qualcuno arriva perché non ha nessun altro posto dove andare, qualcun altro solo perché in quel momento ha bisogno di fare una doccia, qualcuno è educato, qualcun altro meno.

Non sai mai chi c’è o chi non c’è. Chi potrà arrivare o chi se ne andrà.

Per fortuna o purtroppo.


postato da: AlessandraPress alle ore 13:31 | link | commenti (12)
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venerdì, 02 febbraio 2007

in the mood for love              Photo by Umbojumbo

postato da: AlessandraPress alle ore 21:58 | link | commenti (4)
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