PAURA IO??? NAAAAAAAAAA
La settimana scorsa in un paese vicino al mio è stata rapita una ragazza. Usciva dalla palestra, quando è stata presa da due rumeni che l’hanno portata in un casolare abbandonato in mezzo alla campagna. Fortunatamente la cosa si è risolta in breve tempo: i due malviventi hanno usato il cellulare della ragazza per chiamare i genitori e chiedere il riscatto (50,000 €), permettendo così ai Carabinieri di localizzarli, arrestarli e liberare la giovane.
Il giorno dopo l’accaduto dovevo fermarmi in palestra fino alle 23 e fare la chiusura.
Non nascondo che ero un po’ intimorita all’idea, dato che la mia palestra si trova lungo una strada statale in una zona industriale, dove alle 23 ormai non c’è più nessuno ed è tutto buio. Comunque ho cercato di non pensarci troppo e rimanere tranquilla. D’altra parte sono una pugile o no?? Inoltre un istruttore mi aveva assicurato che sarebbe passato per darmi una mano e chiudere materialmente le porte, dato che ero senza chiavi.
Quel giorno più di qualcuno si era fermato a fare due chiacchiere con me ed il discorso andava puntualmente a finire lì: “Devi fare la chiusura tu? Fino alle 23? Stai attenta… Hai sentito di quella ragazza che è stata rapita….?”
Grazie, grazie di cuore a tutti per il sostegno.
Cerco un po’ di conforto in M., un istruttore.
“Hai detto a L. che questa sera passi di qui ad aiutarmi? Sicuro? Sono senza chiavi… E poi non so se hai sentito di quella ragazza che è stata rapita…”
“Si, si, lo so. Eh, accidenti, se rapiscono anche te come facciamo?”
“Dai, non prendermi in giro”
“No, no, sono serio. Come facciamo qui se ti rapiscono? Hi, hi, hi…”
Per niente divertente.
Finito il suo turno, M. se ne va, lasciandomi sola a gestire la situazione.
Fuori è già buio e c’è silenzio, solo qualche macchina ogni tanto.
Il tempo passa…… Controllo che tutto sia in ordine, leggo un po’, mi guardo Un posto al sole e Affari tuoi, prendo un caffè, scrivo le ricevute… La palestra pian piano si svuota.
Inizia un po’ di inquietudine.
Guardo fuori per controllare la situazione; un uomo con un cappellino in testa è fermo sul ciglio della statale, poi si gira e guarda nella mia direzione. Io mi ritraggo di scatto, nascondendomi dietro alla colonna del porta depliant. Mannaggia! Mi affaccio per vedere cosa fa. E’ ancora lì. E’ decisamente una figura sospetta. Cosa ci può fare un uomo alle 22 passate a piedi lungo una statale?
Devo assolutamente elaborare un piano, nel caso lui e un complice tentino l’assalto. Dove potrei rifugiarmi? Intanto che ci penso mando un messaggio a M. chiedendogli il numero di L., così da chiamarlo e dirgli di sbrigarsi.
M. non mi risponde. Fantastico!
Penso che l’unica chiave che ho a disposizione è quella della porta che dà accesso alla zona solarium. La sfilo dalla serratura e me la metto in tasca, così da averla a portata di mano. Poi decido di cambiare tattica e la rimetto nella porta, ma all’interno, in modo che sia subito pronta per farla scattare e chiudermi dentro. E’ un piano geniale! In caso di emergenza mi barrico in zona solarium e col cellulare, che infilo in tasca, chiamo i soccorsi. Perfetto! Ale, sei una stratega perfetta!
Vado di nuovo a controllare il mio uomo lungo la statale: è sparito. Chissà dov’è andato… Magari non vedendomi più alla reception ne ha approfittato per avvicinarsi e nascondersi dietro alle porte d’ingresso… E quando esco con un balzo mi sarà addosso… Che faccio??? Innanzitutto devo mantenere la calma. Inspira, espira, inspira, espira. Poi è meglio che ripassi l’ultima combinata che abbiamo fatto a boxe… Gancio, gomito destro, rovescio, gancio sinistro, calcio… Si, così… 1,2,3,4,5..
All’improvviso una luce proveniente da fuori mi illumina attraverso le porte a vetri. Sono i fari di una macchina che si avvicina e punta dritto verso la palestra. Resto immobile. L’auto avanza e si ferma giusto davanti all’ingresso, i fari sempre accesi. La portiera dal lato del guidatore si apre e qualcuno scende. Ne distinguo appena la sagoma tra il buio e i fari che mi abbagliano. Deglutisco. Ha un cappellino in testa. Oh mio Dio, è lui! E’ venuto qui per rapirmi. Lo sapevo! E ora?!?! Piano A!!! Mi volto ed inizio a correre verso la zona solarium.
Sento la porta della palestra aprirsi.
Oddio, sta entrando, è qui.
“Aaaaaaaaaaaaaa…………”
“Ale? Sono L. Dove sei?”
“Aaaaaaaaaaa…..aaaarrivo L.!”
“E’ tutto ok Ale?”
“Si, tutto benissimo”
“Ne sei sicura? Dove correvi?”
“Si, è che avevo sentito odore di bruciato venire dal solarium e così sono corsa a controllare…”
“Hmmm.. Perché mi ha chiamato M. prima, dicendomi di passare e sbrigarmi che avevi paura…”
“Cosa?? Veramente il fatto è che non ho le chiavi della palestra, per questo avevo bisogno di te, mica per altro. Paura io? Naaa”
Tre giorni dopo, ore 21
“Allora Ale, sei sopravvissuta, non è venuto nessuno a rapirti. He, he, he…”
“ Eh no…” Cafone!
“Bè, comunque, se una volta hai bisogno per la chiusura, chiedi pure, mi fermo volentieri”
“Si, anch’io, non farti problemi. E poi sai che sono anche Carabiniere, vai sul sicuro con me. I rapinatori non hanno scampo!”
“A dire il vero, ragazzi, dovrei fare chiusura proprio stasera”
“Perfetto! Guarda, io non ho impegni, posso rimanere.”
“Io pure, lo faccio volentieri. Non è assolutamente un disturbo, anzi…”
“Che dire… Siete davvero gentili… Ma non so se posso approfittare…”
“Insistiamo! Davvero!”
“Bè, se la mettete così, non posso certo dirvi di no. Se volete rimanere, fate pure..”
“Oh, brava!”
“Allora ragazzi: queste sono le chiavi e ricordatevi di spegnere bene tutte le luci prima di andare via. Ok? Ciao ciao e buona serata!”
